Si parte!

La partenza di una competizione di Triathlon prevede situazioni diverse e non sempre facili da interpretare. Se si tratta di una piscina nei Triathlon sprint, con una distanza di 750 metri in acqua, sarà necessario sapersi muovere in una corsia con altri concorrenti. Sono molto importanti i momenti della partenza dal bordo vasca e le virate all’interno di un ristretto gruppo di atleti (8/10 per corsia).

I riferimenti in una corsia di piscina sono tanti: la linea nera a fondo vasca, il bordo vasca, le corsie, i riferimenti esterni ben visibili come i plinti di partenza, gradinate, muri esterni… Questi numerosi punti fissi sono da considerarsi come validi punti di orientamento da sfruttare per aiutarci a mantenere una traiettoria il più possibile rettilinea.

Se invece parliamo di competizioni nelle acque libere, le difficoltà si moltiplicano: aumenta il numero di concorrenti alla partenza in una singola batteria, i riferimenti sono meno affidabili (come boe e ambiente esterno), eventuale corrente di mare, fiume, lago o canale, fondale con mancanza di visibilità, acque agitate, onda corta o lunga…

 
La posizione da assumere sulla linea di partenza

Ogni batteria ha un livello tecnico e prestativo. Per i neofiti è opportuno posizionarsi dove c’è la minor concentrazione di atleti che mirano a fare la distanza minore sulla prima boa; basta spostarsi di pochi metri per evitare una partenza “complicata”, evitando così la tipica ressa delle file centrali e la difficoltà nel trovare lo spazio di nuotata. Con l’esperienza capirete se preferite scegliere tra una distanza più breve dalla boa o per una zona di confort sempre più ampia.

Se il fondale è piuttosto basso, come nella riviera adriatica, è inutile correre per decine di metri su un livello d’acqua così basso. La resistenza delle ginocchia rende troppo dispendiosa la corsa e anche meno efficace. In questi casi si rivela molto utile la tecnica della “delfinata”, che consiste nel tuffarsi con un balzo e, una volta finita la scivolata subacquea, ripetete il balzo rannicchiandovi a rana e rituffandovi di nuovo. In questo modo possiamo mantenere un andatura più efficace fino a quando troveremo il livello ideale che consente la nuotata.
Cavalca l’onda


Durante la competizione possono insorgere delle correnti che possono favorire o ostacolare la nostra traiettoria in gara, ma si possono interpretare. Come?
Guardando la direzione delle onde e nelle prove di riscaldamento possiamo valutare dove ci porta la corrente, e correggere il nostro andamento di conseguenza.
 

Non dimenticatevi di respirare

 
La respirazione dev’essere quella a cui siamo abituati a passa di gara.
E’ importante abbinare una “respirazione in avanti” che ha lo scopo di aiutarci a individuare la boa di riferimento senza scomporsi. Questa respirazione si effettua in un normale ciclo di bracciata semplicemente volgendo il capo in avanti invece che lateralmente, alzandolo a sufficienza per vedere la boa e non scomporre la nuotata. Il consiglio non è di respirare sempre in avanti, ma di farlo ogni 3/4 inspirazioni laterali, per controllare la posizione della boa e mantenere le traiettoria senza sprecare energie preziose.


L’uscita dall’acqua


Questa fase prevede le stesse fasi dell’entrata.
Se il fondale non consente la nuotata ne la corsa, la tecnica della “delfinata” ci permette di guadagnare metri preziosi in modo efficace e costante anche per l’uscita, fino al raggiungimento di un livello tale da permettere una buona corsa.