Pedalata monopodica e progressioni agilizzanti eccentriche

Contrariamente al pensiero comune la tecnica in bicicletta esiste eccome. L'utilizzo della caviglia nella pedalata fa la differenza e riuscire ad attivarla nel ROM (range of motion) nei 360° si traduce in un aumento dei Watt prodotti, soprattutto se il movimento è fluido e sinergico con altri muscoli come il quadricipite, il bicipite femorale, i glutei, i lombari e tutti i muscoli del core (quadrato dei lombi, multifido lungo del dorso, retto addominale, pavimento pelvico, trasverso e diaframma).
Esistono esercizi, come la pedalata monopodalica, ovvero realizzata con un solo piede mentre l'altro è passivo o non attaccato ai pedali, che se introdotti nell'allenamneto possono aumentare da un lato la coordinazione del ciclista e dall'altro il tono muscolare: occorre infatti una buonissima coordinazione per pedalare con un solo arto alla volta e sicuramente un'attivazione maggiore dei muscoli della gamba. Si possono inserire ripetizioni di 30" per arto fino a raggiungere 1' per ripetute di 4'-6' per 2/4 serie, da effettuare dopo un buon riscaldamento. 
 
Un altro esercizio importante per migliorare la tecnica e la sincronizzazione tra le fibre muscolari sono le progressioni agilizzanti, veri e propri scatti partendo da bassa velocità fino ad arrivare a 150 RPM. L'esercizio si effettua per una durata di 20"-30" con l'utilizzo di rapporti agili (39x17/38x17/36x17-19). Arrivare a regimi di pedalata così alti comporta una grande attivazione delle fibre muscolari, costringendole a cooperare in massa all'azione di uno stesso muscolo: all'attivazione di un muscolo agonista troveremo una disattivazione parziale degli antagonisti del movimento, senza momenti di ostruzionismo motorio. Questi scatti in progressione in forte agilità dovrebbero essere integrati nell'allenamento dei ciclisti in ogni momento della stagione e non solo nella preparatoria generale.